Man Ray a Milano una mostra da non perdere
La mostra intitolata Forme di Luce partirà dal 24 Settembre a Milano.
Il geniale, innovativo, versatile: Man Ray ha dato una svolta all’arte del Novecento e l’ha disseminato di linguaggi visivi che tutt’oggi germogliano in qualsiasi ambito creativo, influenzando la cultura contemporanea.
A lui – pittore, fotografo, regista e innovatore – è dedicata la mostra Man Ray. Forme di luce, in programma a Palazzo Reale di Milano dal 24 settembre 2025 all’11 gennaio 2026.
Man Ray (Emmanuel Radnitzky all’anagrafe) nacque a New York nell’Agosto del 1890 da una famiglia di origini ebraiche.
Presto i suoi scatti e le sue produzioni artistiche lo portarono all’attenzione di collezionisti e colleghi famosi tra i quali spicca l’artista Marcel Duchamps, esponente di punta del Dadaismo e poi del Surrealismo.
Man Ray fondò, nel 1915, la “Society of Indipendent Artists”, un’associazione dedita all’esposizione di opere d’arte d’avanguardia che ebbe negli anni a venire buon successo.
Quasi costretto dalla sua vocazione decise di trasferirsi a Parigi: la cultura americana infatti si dimostrava troppo impermeabile alle creazioni satiriche e provocatorie del tempo, specie se paragonata alla fervente “Città delle Luci”.
Man Ray e le sperimentazioni parigine

Nel 1921 Man Ray si trasferì a Parigi, relazionandosi con il gruppo surrealista guidato da André Breton. A Montparnasse conobbe la cantante e modella Alice Prin, nota come Kiki de Montparnasse, che divenne la sua compagna. Fu con lei che produsse diverse immagini poi divenute icone della storia della fotografia, come Le Violon d’Ingres e Noire et blanche. Kiki apparve anche in tre film diretti da Man Ray: Le Retour à la raison (1923), Emak Bakia (1926) e L’Étoile de mer (1928).
Man Ray. Forme di luce è promossa da Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale e Silvana Editoriale e curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca.
La mostra, il cui allestimento è stato progettato dallo Studio ZDA-Zanetti Design Architettura, è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, curato da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, corredato dai testi dei curatori e di Raffaella Perna e da apparati bio-bibliografici.
L’esposizione è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizzerà il dialogo tra arte, cultura e sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.

