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Valentina: il desiderio che cercava da tempo.

Qualche mese fa ho vissuto un’esperienza fotografica che porterò nel cuore a lungo. Con la mia inseparabile Rolleiflex, ho realizzato una sessione alla spiaggia della Boschettona, un luogo sospeso tra natura e silenzio, dove il tempo sembra rallentare. La protagonista degli scatti è stata la mia amica Valentina, che per l’occasione ha indossato l’abito da sposa del suo matrimonio: semplice, elegante, senza fronzoli, ma capace di raccontare una storia intera con una sola piega del tessuto.

La luce del tardo pomeriggio ci ha regalato un’atmosfera dorata, morbida, perfetta per la fotografia analogica. Ogni scatto è stato un atto di attenzione e attesa: con la Rolleiflex non esiste la frenesia del digitale, ma piuttosto la calma della scelta dell’inquadratura, l’importanza del momento. Guardare attraverso il pozzetto, comporre l’immagine, sentire il suono secco dell’otturatore… è come scrivere una poesia, una strofa alla volta.

Valentina si muoveva tra la passerella di legno, la sabbia e le onde come se fosse parte del paesaggio, a piedi nudi, il velo mosso dal vento. Non era una classica sposa, non c’era un matrimonio vero dietro a questi scatti, ma c’era qualcosa di più profondo: il simbolo della libertà, del sogno, della femminilità in dialogo con la natura.

Abbiamo camminato lungo la battigia, esplorato angoli nascosti tra le dune, giocato con le ombre e con i riflessi dell’acqua. Ogni fotografia è diventata un piccolo racconto, un frammento di un tempo che non tornerà, ma che proprio per questo ha un valore enorme. La pellicola, sviluppata sapientemente nei giorni successivi, custodisce quei momenti preziosi, di ciò che è stato impresso su ogni fotogramma.

Questa sessione non è stata solo un esercizio di stile o tecnica, ma un vero incontro umano e creativo. Ringrazio Valentina per la sua grazia, la sua pazienza e la sua bellezza naturale. E ringrazio anche la mia Rolleiflex, fedele compagna di attimi indimenticabili, che continua a sorprendermi per la sua capacità di rendere eterno l’effimero.

Ci sono persone che non cercano solo una fotografia, ma un’esperienza. Non vogliono un’immagine perfetta, vogliono sentirsi parte di qualcosa di autentico, di lento, di vero. Sono quelle anime curiose che, quando vedono una Rolleiflex, si avvicinano con meraviglia. Chiedono cos’è, come funziona, poi dicono, quasi sottovoce: “Mi piacerebbe farmi ritrarre con quella.”

Non è solo nostalgia o fascino per il vintage. È il desiderio di sentirsi guardati davvero, non attraverso uno schermo, ma attraverso una lente che impone attenzione, silenzio. Una lente che non cattura in serie, ma sceglie. Una lente che ti osserva dal basso, come se ti stesse ascoltando.

Lasciami pure un tuo messaggio se ti senti questo desiderio di farti immortalare dalla mia “Rolleiflex”.

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