Effetto vignettatura

Le immagini mostrano il kit originale con le lamine dentellate. Queste venivano inserite in un supporto sopra la carta fotografica durante l’esposizione. Muovendo lo strumento su e giù o lateralmente, si creava la sfumatura.

La creazione della vignettatura

La creazione della vignettatura, ovvero quell’effetto di sfumatura dai bordi scuri o chiari verso il centro o viceversa nelle stampe fotografiche del xx secolo, era un processo prevalentemente manuale e/o ottico. La vignettatura generalmente era realizzata durante la fase di stampa in camera oscura, non durante la fase dello scatto.
I metodi principali utilizzati all’epoca:

Questo era il metodo più comune e artistico. Il fotografo o lo stampatore utilizzava delle maschere (chiamate anche vignette o shading tools) mentre la carta fotosensibile era esposta alla luce dell’ingranditore o della luce solare (nelle stampe a contatto).

Si usavano cartoncini neri con aperture di varie forme (ovali, circolari e/o irregolari o più spesso si modellava la sfumatura a mano libera.

Durante l’esposizione, lo stampatore muoveva costantemente un cartoncino nero (o le proprie mani) tra la lente dell’ingranditore e la carta fotografica. Il cartoncino o le dita delle mani venivano mossi in modo continuativo, creando così una sfumatura graduale che bloccava parzialmente la luce ai bordi della stampa.

Il risultato era quello di far pervenire meno luce ai bordi della stampa e di conseguenza avere una sfumatura bianca (se si stampava su carta normale).
Spesso si lasciava il bordo della carta completamente bianco (non esposto) per dare un effetto più delicato, con luci morbide. Questo effetto con sfocature creava una sensazione di immaterialità.

Una tecnica meno comune per la vignettatura morbida, era quella usata in fase di scatto.

Alcuni obbiettivi avevano diaframmi speciali o inserti che creavano una vignettatura ottica diretta sul negativo.

Spesso veniva usato anche applicare una maschera direttamente sul piano del film o della lastra di vetro durante lo scatto, ma il procedimento era rischioso e anche poco flessibile.

Esistevano strumenti commerciali chiamati “vignetter” o “shading cards” ovvero dei supporti regolabili che permettevano di posizionare la maschera a diverse altezze sopra la carta per controllare la morbidezza della sfumatura.

Dischi di metallo o cartone con bordi smussati.